Elezioni comunali: c’è l’ok del Viminale, si vota il 26 maggio

Villa Guardia si prepara al voto. E’ di poche ora fa infatti l’ufficializzazione dell’election day. Come da pronostico, le votazioni si terranno domenica 26 maggio. Al momento stando ai primi rumors parec he siano solo due le liste che si troveranno sul campo a sfidarsi, una guidata dal sindaco uscente Valerio Perroni e l’altra dal consigliere di minoranza Fabrizio Botta che ha ereditato la guida del gruppo dall’uscente Piermario Vimercati. Una tornata elettorale pertanto nel segno della continuità, con le due liste civiche attualmente presenti in Consiglio comunale pronte a darsi “battaglia”, con un testa a testa che vedrà impegnati ancora una volta due giovani avvocati.

Così come avvenne nel 2014, il primo turno delle amministrative anche nel 2019 è stato alla fine accorpato alle elezioni europee.

Il Viminale ha dato il suo via libera per l’accorpamento soltanto poche ore fa, con la data delle elezioni comunali che sarà dunque quella di domenica 26 maggio 2019. L’eventuale ballottaggio nei comuni (dove previsto) è stato invece fissato per domenica 9 giugno.

Saranno in totale 3.817, quasi il 50% del totale, i comuni in Italia interessati nel 2019 alle elezioni amministrative. Un numero che potrebbe anche aumentare in caso di scioglimenti di consigli comunali entro il 24 febbraio 2019. Nei grandi centri saranno elezioni che potranno testare anche il grado di fiducia dei cittadini nei confronti dell’attuale Governo.

Nel dettaglio saranno 31 i comuni capoluogo interessati da queste comunali. Tra di queste le città con più di 100.000 abitanti saranno 14, mentre i capoluoghi di regione saranno invece 6: Firenze, Cagliari, Perugia, Potenza, Campobasso e Bari. A questo elenco, ad inizio anno si sono aggiunti anche Avellino e Lecce dove si era votato invece nel 2017. Anche a Rovigo si tornerà al voto prima del dovuto così come a Vibo Valentia.

Per ultima si è aggiunta anche la città di Cagliari, visto che il sindaco Massimo Zedda, dopo essere stato il candidato del centrosinistra alle recenti regionali in Sardegna, ha scelto di fare il consigliere regionale lasciando così la carica di sindaco.

Come sempre nei comuni superiori ai 15.000 abitanti, un candidato per essere eletto al primo turno dovrà ottenere la maggioranza assoluta (il 40% nei comuni siciliani). Se questo non dovesse accadere, dopo due settimane ci sarà un ballottaggio tra i due candidati più votati.

Nei comuni inferiori ai 15.000 abitanti invece non è previsto alcun ballottaggio: il candidato più votato al primo turno sarà il nuovo sindaco. In caso di una perfetta parità, viene eletto primo cittadino il candidato più anziano.

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