Nuovo parroco a Maccio: le prime parole di don Gigi

Ha salutato i suoi parrocchiani della Tremezzina e specialmente quelli di Menaggio, tra lacrime, abbracci e promesse di rimanere sempre amici. Don Gianluigi Zuffellato nei giorni scorsi ha scoperto le carte e raccontato a tutti dell’imminente addio. Dopo l’annuncio icolleghi del portale di notizie del Lago, brevanews.it,  lo hanno intervistato e lui si è raccontato con grande sincerità. Un saluto con il cuore spalancato. Con tantissime chicche da leggere.

Ecco di seguito il bell’articolo scritto dalla brava Elisa Denti.

MENAGGIO – Don Gigi Zuffellato, vicario per la Zona Tremezzina, tra poche settimane lascerà la parrocchia di Menaggio per trasferirsi altrove. La conferma della sua partenza è arrivata nei giorni scorsi cogliendo un po’ tutti di sorpresa.

Un grande carisma. Don Gigi, dal 2008 collaboratore del parroco di Menaggio, don Carlo Basci, per le parrocchie di Menaggio, Croce, Loveno e Nobiallo, è sacerdote molto conosciuto in tutta la zona del centro lago, anche per il suo ruolo di responsabile della Pastorale Giovanile del vicariato, di consulente ecclesiastico del Csi Como e responsabile del Csi Oratorio Menaggio. Personalità carismatica, ha saputo presto conquistarsi l’affetto dei giovani della zona, accompagnandone molti, attraverso i corsi prematrimoniali, al grande passo dell’impegno nuziale, e dando un fondamentale contributo, con il supporto di don Carlo e degli altri sacerdoti e responsabili di zona, nonché di vari gruppi laici e di volontariato, nello sviluppo dell’oratorio di Menaggio in un centro frequentatissimo di aggregazione per bambini e ragazzi di varie età, genitori e famiglie provenienti da tutta la zona.

Come mai questo improvviso trasferimento? «La notizia ha sorpreso tutti e, sinceramente, anche me – confessa don Gigi, che si è reso disponibile a rispondere ad alcune nostre domande -, anche se è normale che nella vita di un prete avvengano cambiamenti, e questo me lo aspettavo prima o poi. Forse è arrivato soltanto in un momento che non attendevo, proprio a fine estate e ad avvio attività del nuovo anno pastorale, con un sacco di progetti e idee in cantiere».

Da chi è stato deciso? «Come sempre, dal Vescovo e dal suo Consiglio episcopale. Ma non sono decisioni capricciose o “calate dall’alto”: io, come tutti gli altri preti, ho fatto promessa di obbedienza al Vescovo nel giorno dell’Ordinazione e questo comporta la piena disponibilità a servire un piano che non è il nostro, ma quello del Regno di Dio, che si realizza attraverso le decisioni di chi è preposto a questo compito nella Chiesa. Da parte mia non ho mai avanzato richieste di spostamento, nemmeno quando ero nelle precedenti parrocchie. Questo è motivo di grande pace interiore per me: mi sento più libero proprio perché ho obbedito».

Quale sarà la sua prossima destinazione? «Quando l’ho detto ai bambini, qualcuno ha capito che vado a “Villa Olmo”! Invece è un’altra “villa”: mi è stato chiesto di andare nella parrocchia di Maccio di Villaguardia dove, a breve, verranno tolti parroco e vicario, per assumere l’impegno di entrambi i ruoli. La cosa in parte mi spaventa, perché finora ho imparato a fare il vicario, e sono ormai vent’anni che svolgo questo ruolo, ma non ho mai fatto il parroco. Però questo è un compito che prima o poi bisogna affrontare, e il momento pare sia giunto. Inoltre la parrocchia di Maccio nel 2010 è stata riconosciuta Santuario dedicato alla “Trinità Misericordia Infinita”, quindi oltre al compito di parroco sarò anche rettore del Santuario e della vita che gira intorno a una intensa esperienza spirituale in cui la parrocchia è coinvolta. Mi pare di percepire, da lontano, una bella comunità che vive quotidianamente di fede e di valori. Sarò lieto di metterci cuore, tempo, energie e passione, oltre che la mia piccola esperienza sacerdotale».

Quando avverrà il trasferimento? «Lascerò Menaggio domenica 18 ottobre, dopo aver celebrato Messa nel campo di calcio dell’oratorio e dopo un rinfresco di saluto. Poi, nel pomeriggio, invito tutti i “miei” ragazzi ad accompagnarmi a Maccio in un modo un po’ singolare: ci imbarchiamo insieme sul battello, direzione Como, per proseguire poi a piedi fino a Villaguardia, per raggiungerla da pellegrino. La cerimonia ufficiale di ingresso come parroco sarà sabato 21 novembre alle ore 16. Nel frattempo ci saranno tante cose da sistemare».

Un saluto al lago… «Salutare è un gesto dovuto. Io preferisco “ringraziare salutando”, perché è davvero tanto quello che ho appreso, conosciuto, imparato ed amato nelle persone di qui. Certo, non sono mancate le fatiche, le difficoltà, come per tutti… Soprattutto essere passati nel macinino delle illusioni/delusioni. Ma quello che ho vissuto di positivo è estremamente più grande. Per questo voglio ringraziare: sono stato davvero fortunato. Il lago, poi, è un luogo unico. È servito anche a me: quando ci sono quei giorni in cui sei un po’ giù di corda e le cose non vanno bene, basta un giro di sguardo intorno a te e l’ambiente e la bellezza circostante ti aiutano a respirare e a sorridere… E poi non è mai detta l’ultima parola: preferisco dire “arrivederci” che “addio”… Magari un giorno ritornerò tra i laghee… se Dio vorrà».

Elisa Denti

 

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